Biblioteca (lettura pubblicata dalla BBT the bhaktivedanta book trust international)



Vrindavana, India — 27 Ottobre 1976
Dall'Ignoranza alla ILLUMINAZIONE
Per evitare il fallimento dei progetti della nostra vita, dobbiamo
apprendere la scienza spirituale da un vero guru
di Sua Divina Grazia
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
Fondatore Acarya dell' Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna

parabhavas tavad abhodha-jato
yavan na jijnasata atma-tattvam
yavat kriyas tavad idam mano vai
karmatmakam yena sarira-bandhah
“Finché l’essere vivente non s’interroga sui valori spirituali dell’esistenza, deve conoscere la sconfitta e i mali nati dall’ignoranza. Che derivi dalla virtù o dal peccato, il ''karma ''porta i suoi frutti e se una persona è implicata in una forma o nell’altra di ''karma'', la sua mente è definita ''karmatmaka ''o “tinta dal desiderio di godere dei frutti dell’azione”. Finché la mente rimane impura, la coscienza rimane oscurata e finché si segue la via dell’azione interessata ci si deve rivestire di un corpo materiale.” ''–Srimad-Bhagavatam ''5.5.5
E’ del tutto naturale che qualunque cosa facciate la vostra mente sia assorbita in quell’impegno. Ciò si chiama karmatmaka. Perciò la nostra mente dovrebbe essere sempre impegnata in Krishna. In questo modo possiamo trovare sollievo dallo sarirabandhah, il condizionamento del corpo materiale. Sfortunatamente non c’è nessun tipo di cultura che ci dica che il corpo materiale è un grande ostacolo al nostro progresso nella vita. Nella civiltà vedica il corpo materiale è sempre condannato, ma le persone non capiscono questo punto. Nello stato condizionato, qualunque cosa facciate per il cosiddetto progresso materiale in realtà non è un progresso. È un fallimento, parabhavah. Le persone sono molto impegnate giorno e notte, fanno progressi materiali che però non sono progressi, sono regressi, ma esse non lo sanno. Perché? Abodha-jatah: perché sono nate nell’ignoranza. Yavan na jijnasata atma-tattvam significa “finché una persona non si pone domande sulla natura del sé e di Dio”.

Chi fa queste domande oggi? Nessuno si pone domande perché non hanno conoscenza. Perfino i più grandi professori pensano che il nostro corpo sia un caso e che non appena il corpo finisce sia tutto finito. Ciò significa che non conoscono atma-tattvam. A causa di questo concetto errato della vita, inventano molti “ismi”.” Stamane parlavamo del tentativo di trovare un rimedio per la lebbra, è giusto, ma perché c’è la lebbra? Questo non lo sanno. Perché una persona soffre per la lebbra e un’altra no? Non c’è un piano dietro a questo? Chi è l’autore di questo piano? Allora se non c’è un piano, come accade? Le persone non si pongono domande su questo argomento. Sono ottusi come gli alberi. Un albero non può chiedere: “Perché mi tagliate?” La civiltà moderna è proprio così. Quindi qualunque progetto si faccia diventa vano e inutile dopo poco tempo – parabhavah – perché le persone non sanno quale progetto dovrebbero fare. Pensano come i bambini: “Se faccio questo gioco, sarà molto divertente.” Perciò s’impegnano in un tipo di gioco e poi passano ad un altro gioco perché non sanno quale tipo di piano dovrebbero fare.


L’ISPIRAZIONE DI BUDDHA

Una persona deve essere portata da abodha, l’ignoranza, al livello di bodha, l’illuminazione. Nella Bhagavad-gita (10.9) Sri Krishna usa la frase bodhayantam parasparam:
mac-citta mad-gata-prana
bodhayantah parasparam
kathayantas ca mam nityam
tusyanti ca ramanti ca
“I pensieri dei Miei puri devoti dimorano in Me, la loro vita è completamente votata al Mio servizio ed essi derivano grande soddisfazione e felicità illuminandosi l’un l’altro e parlando di Me.” Questo verso descrive i mahatma. Bodhayantam parasparam: ”si illuminano l’uno l’altro.” Questo viene detto sat-sanga. Le persone dovrebbero sempre fare domande su come progredire nella vita spirituale. Questo è avanzamento. Bodhayantah parasparam. Si dovrebbe discutere costantemente di argomenti spirituali. Nei nostri libri c’è tutto. Per uscire dall’ignoranza bisogna avvicinare una persona che non sia abodha ma bodha o budha. Il nome di Buddha deriva dalla parola bodha. Egli ha compreso tutto. Era un principe che non aveva mai lasciato il palazzo, ma quando uscì vide un vecchio con un bastone che camminava con grande difficoltà. Allora chiese ai suoi servitori: “Perché accade questo?” “Si tratta di un vecchio,” risposero. “Tutti devono diventare così.” Questo lo ispirò a cercare di comprendere.

Perché avrebbe dovuto essere così? Perché sarebbe diventato un vecchio? Perché avrebbe dovuto camminare con un bastone? Meditando Buddha si pose queste domande. Questo era il suo passatempo. Lo studio della natura ci dovrebbe ispirare a porci tali domande: Perché quest’uomo è malato? Perché quest’uomo è vecchio? Perché quest’uomo soffre? Allora – bodhayatah parasparam – porci domande può portarci ad una conoscenza appropriata. E dove trovare questa conoscenza appropriata? Da un guru. Se invece non si pongono domande, se si è ottusi come una pietra o un albero, come potranno esserci domande? Al momento attuale la nostra cultura ci rende ottusi come le pietre e gli alberi. L’albero non può chiedere: “Perché mi tagliate?” Le persone dovrebbero invece porre domande con entusiasmo. Per accettare un guru il discepolo dovrebbe avere un grande desiderio di conoscere la verità. Al giorno d’oggi si accetta un guru perché è di moda. “Tutti hanno un guru. Tutti hanno un cane. Bene, voglio tenere un cane.” Non si dovrebbe avere un guru come si può tenere un cucciolo. Si dovrebbe avere un guru quando si è molto curiosi di conoscere la soluzione dei problemi della vita. Ci si deve avvicinare al guru ponendogli domande.


SERVIRE E PORRE DOMANDE

Non fate però domande di poco conto: “Ecco il mio guru che ha il compito di rispondere a tutte le mie domande. Lasciatemi continuare a fare domande, ancora domande, ancora domande.” No. Dovete essere pronti a servire il guru. Allora avrete il diritto di porre domande. Altrimenti no. Innanzitutto dovete trovare una persona a cui potete arrendervi completamente. Allora potete fare domande ed esse saranno ricompensate con il servizio. Quanto più sarete inclini a servire il guru, tanto più la verità sarà rivelata.
yasya deve para bhaktir
yatha-deve tatha gurau
tasyaite kathita hy arthah
prakasante mahatmanah
“Soltanto a quelle grandi anime che hanno una fede assoluta nel Signore e nel maestro spirituale vengono automaticamente rivelati tutti i contenuti della conoscenza vedica.” (Svetasvetara Upanisad 6.23)

È una scienza diversa. Più siete portati a servire più la verità spirituale viene rivelata. Se non avete tendenza a fare domande, non vi preoccupate di avere un guru. Non ce n’è bisogno. Se una persona fa domande per conoscere il fine ultimo della vita, allora ha bisogno di un guru, ma chi desidera solo la gratificazione dei sensi non ne ha bisogno. Perfino gli uccelli e le bestie sanno come gratificarsi i sensi. Non c’è bisogno di università o di un insegnante per imparare a mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi. Al giorno d’oggi frequentare l’università significa imparare come gratificarsi i sensi in modo molto scientifico. Questa cultura moderna impartita nelle università è semplicemente una perdita di tempo. Nel sistema vedico del varnasrama la società umana è divisa in quattro classi: brahmana, ksatriya, vaisya e sudra.

I vaisya e i sudra non hanno bisogno di cultura. I brahmana invece, che devono guidare la società, hanno bisogno di cultura e gli ksatriya, che devono proteggere la società, sono guidati dai brahmana. Il vaisya impara dal padre a coltivare la terra con l’aratro. Non ha bisogno di cultura, perché può vedere cosa fare. Cinquant’anni fa in India ho visto che le persone di basso rango non mandavano mai i loro figli a scuola. “Oh, perché sprecare il tempo? Meglio farlo entrare in qualche officina o negli affari.” I nostri bambini imparano vedendo l’adorazione delle Divinità e il kirtana. Nello stesso modo una persona può imparare un mestiere senza perdere tempo andando all’università. La cultura è necessaria quando si vuole comprendere il valore della vita, non per imparare sciocche tecnologie. Le persone non conoscono lo scopo della vita e vengono sconfitte. In questa vita puoi diventare Primo Ministro e fare molti progetti, ma nella prossima vita potresti diventare un cane. Questo non dipende da te. La legge di Dio ovvero la legge della natura, non terrà conto della tua posizione di Primo Ministro. Krishna è nel tuo cuore. Esteriormente puoi diventare anche un uomo molto importante – ministro, presidente e via dicendo, ma Dio vede come sei interiormente. Se esteriormente sei presidente, ma interiormente sei un cane, non ti servirà.


ACCETTARE IL PIANO DI KRISHNA

Tutti i progetti nati nell’ignoranza finiscono per fallire. Non c’è bisogno di fare progetti perché Krishna ha i Suoi. Il progetto ultimo è arrendersi a Lui. Questo è il vero piano. Krishna ha dato molte possibilità – il karma-yoga, il dhyana-yoga, questo yoga, quest’altro yoga, ma ha sempre affermato che il vero scopo è diventare coscienti di Krishna. Voi cercate di diventare yogi per mezzo dell’hatha-yoga; molto bene. Krishna dice che lo yogi deve andare in un posto isolato e stare seduto in un certo modo. Senza addormentarsi, deve stare seduto con gli occhi socchiusi fissando la punta del naso, praticare un rigido celibato e via dicendo. Krishna ha spiegato come diventare yogi, come diventare jnani [filosofi empirici], come diventare karmi [lavoratori interessati], ma in ogni caso ha sempre concluso indicando la coscienza di Krishna. Riferendosi ai jnani, Egli dice: bahunam janmanam ante jnanavan mam prapadyante [Bg. 7.19]: “Dopo molte nascite, i jnani alla fine vengono a Me.” Degli yogi dice: yoginam api sarvesam mad-gatenantaratmana [Bg. 6.47]: “Il Mio devoto è lo yogi più elevato.” E dei karmi dice: yat karosi… tat kurusva tat mad arpanam [Bg. 9.27]: “Tutto quello che fai offrilo a Me.” Lo scopo finale è Krishna. Questo è il vero progetto e chi non lo conosce sta semplicemente sprecando il suo tempo.
karmah svanusthitah pumsam
visvaksena-kathasu yah
notpadayed yadi ratim
srama eva hi kevalam
“Le occupazioni che ogni uomo svolge, secondo la propria posizione, sono solo sforzi inutili se non suscitano attrazione per il messaggio del Signore Supremo.” (Srimad- Bhagavatam 1.2.8)

Se non sapete che in ultima analisi è di Krishna che avete bisogno, allora tutto il vostro jnana, karma, yoga, tapasya [l’austerità] – tutto questo è solo una perdita di tempo.


EVITARE LA SCONFITTA

Perciò è detto parabhavah. Qualunque cosa facciate, se non conoscete atma tattva, la scienza spirituale, sarà un fallimento. La vostra posizione è molto pericolosa. Se non accettate la coscienza di Krishna sarete sconfitti in ogni sfera della vita e inoltre, dopo la morte, dovrete cambiare corpo. Il nuovo corpo non sarà scelto da voi, né dal vostro governo, né da vostro padre, né dal vostro cosiddetto guru. Saranno le leggi della natura a decidere e questo è inevitabile. Dovreste sempre ricordare che Krishna è il fine supremo. Nello Srimad-Bhagavatam (7.5.31) Prahlada Maharaja dice:
na te viduh svartha-gatim hi visnum
durasaya ye bahir-artha-maninah
andha yathandhair upaniyamanas
te ’pisa-tantryam uru-damni baddhah
“Le persone fortemente invischiate nella coscienza del godimento della vita materiale, che per questa ragione hanno accettato come loro capo o guru un uomo ugualmente cieco, attaccato agli oggetti esterni dei sensi, non possono capire che il fine dell’esistenza è quello di tornare a Dio, nella nostra dimora originale, ed impegnarsi al servizio offerto a Sri Visnu. Come i ciechi guidati da un altro cieco perdono la strada e cadono nel fosso, così le persone attaccate alla materia, guidate da altri uomini attaccati alla materia, sono saldamente legate dalle robuste corde dell’attività interessata e continuano ripetutamente a vivere la loro vita materialista soffrendo a causa delle tre forme di sofferenza.” I mascalzoni non sanno che lo scopo ultimo del proprio vero interesse è Visnu. Spinti da una falsa speranza – fino all’ultimo – cercano di organizzare le cose materiali o quelle che chiamano spirituali, con questo o quel metodo.

Legati mani e piedi dalle leggi della natura materiale, pensano di essere liberi, di poter fare qualsiasi cosa senza consultare le Scritture. Krishna nella Bhagavad-gita (16.23) dice:
yah sastra-vidhim utsrijya
vartate kama-karatah
na siddhim sa avapnoti
na sukham na param gatim
“Chi invece rifiuta le ingiunzioni delle Scritture per agire secondo il proprio capriccio, non raggiunge né la perfezione, né la felicità, né la destinazione suprema.”

Se siete destinati a fallire perché lavorate così duramente? Krishna è molto gentile. È venuto ad aiutarvi perché siete fuorviati dai cosiddetti leader. Questi mascalzoni, questi capi riusciranno solo ad ingannarvi. Sono ciechi e non sanno come si deve vivere. Perciò Krishna viene di persona: “Bene. Io vi guiderò. Accettate il Mio consiglio, il Mio insegnamento ed infine arrendetevi a Me. Allora vi guiderò a casa, da Dio.”

Vi ringrazio moltissimo.